Riciclo: la speranza per il futuro

Riciclo: la “Settima Risorsa” che dà speranza al futuro

Il 18 marzo si celebra la Giornata Mondiale del Riciclo istituita dalla Global Recycling Foundation: per ricordare che il recupero e il riutilizzo abbattono le emissioni di una nuova produzione e preservano il pianeta da un eccessivo sfruttamento delle sue risorse naturali.

Per soddisfare i bisogni primari di quasi 8 miliardi di abitanti del pianeta terra, è proprio il caso di dirlo, occorre disporre di un abbondante bacino di risorse primarie da cui attingere.

Questa ricchezza presente in natura, per quanto consistente, non ha il potere di essere inesauribile e già da diverso tempo vi sono chiarissimi segnali d’allerta di un imminente – e irreversibile – out of stock (per utilizzare un linguaggio figlio del nostro tempo).

Acqua, aria, carbone, petrolio, gas naturale e minerali sono le sei risorse primarie in rapido esaurimento a cui non si potrà chiedere per sempre di rispondere al fabbisogno del nostro (spesso medio-alto) tenore di vita. Ecco perché il BIR (Bureau of International Recycling) ha pensato di trovarne una settima: non in natura ma, per una volta, dalla parte della natura.

I materiali riciclati sono uno dei preziosissimi strumenti che l’umanità ha in mano per contrastare il cambiamento climatico. Non solo per evitare lo sperpero di risorse, ma anche per limitare sensibilmente le emissioni di CO2 dei processi produttivi e invertire la tendenza di un consumo sregolato, estemporaneo ed esasperatamente usa e getta.

Vetro e alluminio: quando il rifiuto si trasforma in materia prima secondaria

Recuperare e riutilizzare ha un primo risultato visibile, che consiste nell’evitare l’accumulo di scarti e rifiuti nelle discariche che si trovano già ben oltre la soglia di saturazione.

Ma la tanto citata transizione ecologica – che dovrebbe guidarci verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030 attraverso le rinnovabili, l’agroecologia, l’economia circolare, la mobilità a zero emissioni e il rispetto della biodiversità – ha bisogno di appoggiarsi ad un vero cambio di passo.

Vi siete mai chiesti quante volte può essere riciclato un materiale?

La plastica (PET/PE), per esempio, solo 1-2 volte perché, da quel momento in poi, perderebbe le sue intrinseche proprietà. Il vetro e l’alluminio, invece, non conoscono limiti. Tanto che si può sostenere che una vetreria rappresenti un modello di economia circolare perfetto, e che il riciclo del vetro coincida con un ciclo chiuso e autosufficiente.

I benefici ambientali sono evidenti e vanno dal risparmio di energia, alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica e dell’attività estrattiva, fino al risparmio delle materie prime.

Beninteso: questa giornata è un monito, una luce accesa sulle priorità del nostro millennio.

Noi festeggiamo tutti i giorni, abbiamo scelto una bellezza sostenibile in modo che il nostro star bene impatti il meno possibile sull’ambiente.

Il riciclo è, e deve diventare sempre più, il centro del nostro stile di vita.

I nostri prodotti sono concepiti circolarmente a vari livelli: dalla scelta delle materie prime e dei processi estrattivi, fino al contenuto e al contenitore delle proprie formule.

Ogni scelta, qualunque piccolo dettaglio, concorre a facilitare il riuso, il recupero e la riqualificazione dello scarto. Non a caso i flaconi di vetro e i tubi di alluminio sono packaging riciclabili al 100% e per un numero infinito di volte. L’involucro elettivo e la miglior “pelle” per conservare formule ricche e concentrate: materiali preziosi e protettivi che rispettano l’ambiente.

Il loro confezionamento si limita a questo involucro indispensabile, senza richiedere astucci o overpackaging inquinanti e superflui. Solo se necessario, i prodotti sono contenuti in cofanetti di betulla riutilizzabili o, ancora, in carta recuperata dagli scarti agricoli come la Tree Free, che per questa ragione non deriva dall’abbattimento di alberi.

Le etichette apposte sui flaconi, custodi della ricchezza formulistica e dei valori dell’agricosmetica, sono in carta FSC: una scelta ecosostenibile che non compromette la riciclabilità dei contenitori e che ne permette lo smaltimento nella campana del vetro, senza la necessità di rimuovere preventivamente l’etichetta.

E poi ci sono i tappi in metallo, che sigillano e conservano i preziosi ingredienti delle formule permettendo l’intercambiabilità e il riutilizzo dei dispenser: un accessorio importante che può essere recuperato dal flacone terminato, per un’erogazione altrettanto sicura e concentrata.

Per adottare realmente uno stile di vita responsabile occorre porsi delle domande e darsi delle priorità. Ma declinarlo in azioni reali e concrete diventerà sempre più semplice se le aziende produttrici faciliteranno la transizione. Ecologica, sì, ma anche culturale.

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