Hai mai pensato di colorare i capelli con un colore Bioritual Parrucchieri che ha il 35% di macerato di salvia?

Un colore dove il concetto di bellezza Bioritual è sinonimo di salute e salvaguardia dell’ambiente.

Dall’antichità ad oggi molte sono state le popolazioni che hanno utilizzato Piante e Spezie per ottenere tinture naturali con la quale colorare tessuti, ceramiche, corpo e capelli.

L’arrivo dell’era industriale ha cambiato molte cose, tra queste, abitudini e stile di vita, facendoci dimenticare vecchie tradizioni e rituali di bellezza.

I prodotti cosmetici sono diventati di origine petrolchimica e le grandi multinazionali ci hanno per anni sommersi con chissà quali prodotti miracolosi, facendoci dimenticare quanto la natura ci offrisse.

Sono nate colorazioni chimiche per i capelli che non hanno tenuto conto che tutto ciò che mettiamo sulla pelle (cute in questo caso) viene assorbito dal nostro corpo. La pelle è un filtro: espelle tossine, e assorbe ciò che arriva dall’esterno; dopo anni di utilizzo di tinture chimiche il corpo non ne può più, dando evidenti segnali di malessere, quali infiammazioni e irritazioni cutanee.

Noi di Bioritual Parrucchieri crediamo sia giusto fare tutti un passo indietro per salvaguardare la nostra salute e la nostra casa: LA TERRA.

Oggi, sempre di più, sono le persone che scelgono uno stile di vita più consapevole, noi di Bioritual Parrucchieri lo sappiamo bene. L’agricosmetica utilizzando un metodo biodinamico-biologico che non prevede l’uso di sostanze chimiche, crea prodotti con formule ricche di principi attivi che provengono direttamente dalla natura.

TI piacerebbe colorare i capelli salvaguardando la tua salute e l’ambiente?

AGRICOLOR è la prima colorazione Bioritual agricosmetica con Salvia biodinamica e biologica, con cheratina vegetale da Riso e Canapa e olio di Opuntia etica della Sicilia. Durante il trattamento colore, la Salvia consente di avere un effetto levigante, antiossidante, idratante, rivitalizzante, seboequilibrante e stimolante.

Con il 97% di ingredienti biodegradabili e con il packaging 99%plastic free, Agricolor di Bioritual conferma di essere una colorazione a minimo impatto ambientale.

Il 18 marzo si celebra la Giornata Mondiale del Riciclo istituita dalla Global Recycling Foundation: per ricordare che il recupero e il riutilizzo abbattono le emissioni di una nuova produzione e preservano il pianeta da un eccessivo sfruttamento delle sue risorse naturali.

Per soddisfare i bisogni primari di quasi 8 miliardi di abitanti del pianeta terra, è proprio il caso di dirlo, occorre disporre di un abbondante bacino di risorse primarie da cui attingere.

Questa ricchezza presente in natura, per quanto consistente, non ha il potere di essere inesauribile e già da diverso tempo vi sono chiarissimi segnali d’allerta di un imminente – e irreversibile – out of stock (per utilizzare un linguaggio figlio del nostro tempo).

Acqua, aria, carbone, petrolio, gas naturale e minerali sono le sei risorse primarie in rapido esaurimento a cui non si potrà chiedere per sempre di rispondere al fabbisogno del nostro (spesso medio-alto) tenore di vita. Ecco perché il BIR (Bureau of International Recycling) ha pensato di trovarne una settima: non in natura ma, per una volta, dalla parte della natura.

I materiali riciclati sono uno dei preziosissimi strumenti che l’umanità ha in mano per contrastare il cambiamento climatico. Non solo per evitare lo sperpero di risorse, ma anche per limitare sensibilmente le emissioni di CO2 dei processi produttivi e invertire la tendenza di un consumo sregolato, estemporaneo ed esasperatamente usa e getta.

Vetro e alluminio: quando il rifiuto si trasforma in materia prima secondaria

Recuperare e riutilizzare ha un primo risultato visibile, che consiste nell’evitare l’accumulo di scarti e rifiuti nelle discariche che si trovano già ben oltre la soglia di saturazione.

Ma la tanto citata transizione ecologica – che dovrebbe guidarci verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030 attraverso le rinnovabili, l’agroecologia, l’economia circolare, la mobilità a zero emissioni e il rispetto della biodiversità – ha bisogno di appoggiarsi ad un vero cambio di passo.

Vi siete mai chiesti quante volte può essere riciclato un materiale?

La plastica (PET/PE), per esempio, solo 1-2 volte perché, da quel momento in poi, perderebbe le sue intrinseche proprietà. Il vetro e l’alluminio, invece, non conoscono limiti. Tanto che si può sostenere che una vetreria rappresenti un modello di economia circolare perfetto, e che il riciclo del vetro coincida con un ciclo chiuso e autosufficiente.

I benefici ambientali sono evidenti e vanno dal risparmio di energia, alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica e dell’attività estrattiva, fino al risparmio delle materie prime.

Beninteso: questa giornata è un monito, una luce accesa sulle priorità del nostro millennio.

Noi festeggiamo tutti i giorni, abbiamo scelto una bellezza sostenibile in modo che il nostro star bene impatti il meno possibile sull’ambiente.

Il riciclo è, e deve diventare sempre più, il centro del nostro stile di vita.

I nostri prodotti sono concepiti circolarmente a vari livelli: dalla scelta delle materie prime e dei processi estrattivi, fino al contenuto e al contenitore delle proprie formule.

Ogni scelta, qualunque piccolo dettaglio, concorre a facilitare il riuso, il recupero e la riqualificazione dello scarto. Non a caso i flaconi di vetro e i tubi di alluminio sono packaging riciclabili al 100% e per un numero infinito di volte. L’involucro elettivo e la miglior “pelle” per conservare formule ricche e concentrate: materiali preziosi e protettivi che rispettano l’ambiente.

Il loro confezionamento si limita a questo involucro indispensabile, senza richiedere astucci o overpackaging inquinanti e superflui. Solo se necessario, i prodotti sono contenuti in cofanetti di betulla riutilizzabili o, ancora, in carta recuperata dagli scarti agricoli come la Tree Free, che per questa ragione non deriva dall’abbattimento di alberi.

Le etichette apposte sui flaconi, custodi della ricchezza formulistica e dei valori dell’agricosmetica, sono in carta FSC: una scelta ecosostenibile che non compromette la riciclabilità dei contenitori e che ne permette lo smaltimento nella campana del vetro, senza la necessità di rimuovere preventivamente l’etichetta.

E poi ci sono i tappi in metallo, che sigillano e conservano i preziosi ingredienti delle formule permettendo l’intercambiabilità e il riutilizzo dei dispenser: un accessorio importante che può essere recuperato dal flacone terminato, per un’erogazione altrettanto sicura e concentrata.

Per adottare realmente uno stile di vita responsabile occorre porsi delle domande e darsi delle priorità. Ma declinarlo in azioni reali e concrete diventerà sempre più semplice se le aziende produttrici faciliteranno la transizione. Ecologica, sì, ma anche culturale.

Salvia è una perfetta traduzione dell’espressione nomen omen: un destino nel nome, di nome e di fatto. Il termine deriva dal latino salvus, che vuol dire sano. E, diciamocelo, l’etimologia è del tutto appropriata.

Tra botanica, leggende e storia

L’albero genealogico della salvia vanta parenti illustri. Nella famiglia delle Lamiaceae si trovano aromatiche del calibro della menta, del timo, dell’origano e del rosmarino. Questa specie sempreverde e perenne è alta in media mezzo metro e si riconosce, oltre che per l’inconfondibile aroma, grazie alle foglie ovali allungate (ricoperte di peluria) di colore verde-grigio. Ama il sole e fiorisce tra giugno e luglio, regalando spighe di petali viola o lilla.

Anticamente le sue innumerevoli proprietà (toccasana medicamentale, insaporitore gastronomico, segreto di benessere e ricetta di “eterna” bellezza) portavano addirittura a ritenere che fosse l’antidoto ad ogni male: l’elisir di una lunga vita in salute e la sintesi di perfetto equilibrio tra corpo e mente.

Ai tempi di Greci e Romani era una pianta sacra, la cui raccolta rappresentava un privilegio per pochi; nell’Antico Egitto veniva associata all’immortalità e secondo la tradizione cinese procura longevità; il Medioevo la elesse a cicatrizzante portentoso per le ferite e le piaghe più difficili.

Ma ti sei mai soffermato a indagarne tutte le possibili applicazioni, oltre miti e credenze?

L’erba officinale dai mille poteri

Prima di iniziare, un piccolo consiglio. In materia di salvia officinalis è meglio rassegnarsi all’idea di essere sorpresi perché, proprio quando pensi di aver passato in rassegna tutti i suoi vantaggi, è il momento in cui scopri di averne tralasciato uno davvero portentoso.

Partiamo dalla comfort zone in cui tutti, cuochi provetti o semplici assaggiatori, hanno avuto modo di farne la conoscenza: la cucina. Le foglie di salvia sono impareggiabili per intensità dell’aroma, note speziate e versatilità. Non c’è portata che non ne subisca il fascino. Carni, pasta ripiena, condimenti e infusi sono i suoi partner prescelti, nella tradizione mediterranea e non solo.

Ma ora viene il bello. Questo piccolo arbusto sempreverde – che predilige il caldo ma non teme né il gelo né la siccità – è noto per le sue qualità antinfiammatorie, digestive, balsamiche, disinfettanti, antiossidanti e battericide. Di più: favorisce la capacità di memorizzare, risveglia dai torpori della stanchezza, contrasta gli stati depressivi e si dice sia il più prezioso alleato delle donne e il peggior nemico dei loro disturbi ormonali.

Poi c’è la cosmesi e qui, forse, un trattato non basterebbe.

Filo diretto gusto-salute-bellezza

Ed ecco che la concezione circolare, ancora una volta, torna ad essere la spiegazione di tutto. Ciò che appaga i sensi e fa bene al corpo, diventa anche un ingrediente ideale per curare l’aspetto, salvaguardare l’igiene e nutrire pelle e capelli.

L’olio essenziale di salvia è poi uno straordinario antiossidante che fa capolino in molte creme antiage, delle quali rafforza la capacità di rallentare la formazione di rughe e la degenerazione dei tessuti.

Se il problema da affrontare riguarda cuti grasse, impure e tendenti all’acne, gli estratti di salvia e gli opportuni trattamenti cutanei sono spesso la risposta vincente. Effetto assicurato anche per forfora e capelli grassi, perché (non dire che non ti avevamo avvisato) una delle peculiarità della salvia è anche il suo potere sebo-equilibrante.

C’è dell’altro. Sapevi dei suoi benefici sulla microcircolazione? Tradotto nel linguaggio dell’agricosmetica, questo significa un valido aiuto per la salute del bulbo pilifero e contro la temutissima (e gender-free) caduta dei capelli. Capelli che nel frattempo ne guadagnano in lucentezza e idratazione, ma ormai ci avresti scommesso.

Ebbene sì, la salvia è una vera e propria iniezione di forza e nutrimento per diverse tipologie di capello. Leviga e chiude le cuticole, illuminando di nuova luce il capello spento e devitalizzato; non è adatto alla convivenza con la forfora e l’eccesso di grasso, che sconfigge senza possibilità di rivincita; supporta la rigenerazione cellulare, idrata, alleggerisce e rende i capelli vaporosi.

Salvia biodinamica: quando una pianta officinale a km 0 si trasforma in un ingrediente Organic Way

Nel suo periodo balsamico, questo prodigioso cespuglio perenne dà il meglio di sé. Abbiamo scelto di riproporre quest’esperienza sotto forma di soluzione benefica per cute e capelli.

Agricolor ne è un esempio, la più alta celebrazione della salvia sotto forma di colorazione per capelli. Con la concentrazione del 35% di macerato di salvia biodinamica e biologica, l’elenco dei benefici aumenta a dismisura: effetto anticrespo, lucentezza estrema, profumazione avvolgente e garanzia di un’esperienza sensoriale fatta per fissarsi nei ricordi.

Sgomberato il campo dalla magia, restano le straordinarie virtù della pianta considerata panacea di tutti i mali. Non esiste elemento vegetale carico di aspettative che, come la salvia, abbia saputo sconfiggere ogni scetticismo, ricorrendo solo al potere dei risultati. Non è un miracolo, è il più antico dei prodigi. La natura.

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